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Insegnare una seconda lingua ai bambini

Insegnare una seconda lingua ad un bambino non è difficile! L’importante è iniziare molto presto ed aver chiari alcuni passaggi.

Benvenuti nel ventunesimo secolo: l’era della globalizzazione e del multiculturalismo. Oggi, come mai è successo prima, si viaggia, si studia e si lavora non solo incontrando persone e culture differenti da quella di appartenenza, ma spesso ritrovandosi di fronte all’esigenza di parlare una lingua diversa da quella originaria.

Per noi, ma soprattutto per i nostri figli, risulta quindi fondamentale avere un’ottima padronanza di una seconda lingua. Avere questa competenza, più che un orpello da esibire, sarà per loro una necessità su tutti i fronti: scolastico, culturale, professionale e perché no affettivo.

Scopriamo insieme come condurli nel migliore dei modi verso questa conoscenza.

Iniziare da subito 

Il cervello di un bimbo è come una spugna.

Accompagnare i nostri figli nello studio di una nuova lingua prima dei quattro anni farà in modo che essa si fissi definitivamente nel loro cervello facilitando in modo considerevole tutti i futuri apprendimenti e rinforzi della stessa.

Come insegnare una seconda lingua ai bambini 

Facciamoli divertire!

Il fattore fondamentale, insegnando una nuova lingua ad un bambino piccolo, è fare in modo che questo apprendimento risulti spontaneo, naturale e piacevole.

Potreste leggere una favola o guardare un cartone animato in lingua insieme a lui, o in alternativa ascoltare insieme musica straniera.

Non sarà fondamentale che il bambino comprenda ogni singolo termine ed enunciato, ciò che sarà invece prezioso per lui sarà abituarsi a quei particolari suoni interiorizzando la fonetica tipica del nuovo idioma.

Ricordatevi che, anche una volta più grande, correggerlo eccessivamente non farà che diminuire la sua passione e il divertimento per l’apprendimento. L’apprendimento di un nuovo idioma, come dimostrato da Stephen Krashen, uno degli studiosi che maggiormente hanno influenzato le più evolute teorie sull’apprendimento di una lingua, si basa su tre punti fondamentali:

  1.  Più l’ansia è forte, meno probabilità ci sarà di acquisire la nuova lingua
  2.  La motivazione promuove l’apprendimento
  3.  L’acquisizione della lingua funziona meglio se l’autostima e la fiducia in sé sono alte

Detto questo capite che proporre l’apprendimento come un gioco li motiverà, non correggerli troppo diminuirà l’ansia di non essere all’altezza della situazione, che di conseguenza li farà sentire competenti e fiduciosi di se stessi. 

Siate costanti 

Cercate di interagire con questa nuova lingua per almeno una mezz’oretta al giorno. Che siano favole, dialoghi fra di voi o giochi di qualunque genere è più indicata una piccola perseveranza quotidiana che lunghe sessioni lontane fra di loro.

Non abbiate fretta di ottenere grandi risultati in breve tempo. Come già detto, piccoli momenti quotidiani costruiti con diverse modalità porteranno vostro figlio, una volta che sarà necessario, ad una reale padronanza della lingua con cui aveva giocato sin poco tempo addietro.

Iscrivetelo ad un corso 

Per i bambini sopra i quattro anni è consigliabile la frequentazione di corsi specifici. Non tutti sono uguali, ma ciò che risulta decisivo è la didattica: deve essere stimolante, non solo costruita su momenti di lezione frontale, ma soprattutto corredata da giochi, simulazioni ed interazioni continue con il docente e gli altri compagni. Anche in questo caso meglio che siano più lezioni alla settimana piuttosto che una molto pesante.

Viaggiate con i vostri bambini 

Viaggiare sarà sicuramente uno stimolo fondamentale. Fate in modo che i vostri piccoli interagiscano con i loro nuovi amici nella lingua che stanno imparando. Non correggeteli e lasciateli apprendere con progressione e spontaneità.

Usate la tecnologia

Una volta più grandicelli, diciamo dopo i tre anni, l’uso di particolari applicazioni potrebbe essere di aiuto. Ad oggi ne esistono davvero tante, ognuna costruita in modo particolare pensando all’età del bambino e le sue specifiche esigenze. 






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